Il dono degli dei: i fichi

di Teresa Scorza

Il profeta Isaia utilizzò un impacco di fichi sulle ulcere di Re Ezechiele; ad Atene i preparatori di farmaci portavano al collo delle collane di fichi secchi e consideravano il fico un albero sacro.

Il Fico (ficus carica) è un albero appartenente alla famiglia delle Moracee e si ritiene sia originario dell'Asia Minore.  E' diffuso in tutte le zone mediterranee ed è coltivato ma anche spontaneo. E' una pianta molto antica, menzionata anche nel Vecchio Testamento come uno dei simboli di abbondanza legati alla Terra Promessa.

I fichi sono frutti ricchi di zucchero, di fibre, di vitamine e di sali minerali (calcio e ferro): sono facilmente digeribili e sono molto nutrienti, aiutano anche a curare raucedini e catarro.

In antichità quando lo zucchero non era ancora disponibile, la naturale dolcezza di questo frutto, fresco o secco, garantiva un apporto energetico importante e prezioso: per questo Plinio il Vecchio suggeriva ai giovani di mangiare i fichi per tenere alto il loro vigore ed Ercole pare si nutrisse proprio di questo frutto per mantenersi forte. Platone invece lo considerava un alimento importante per sostenere la mente..

Ha proprietà lassative grazie alla presenza dei piccoli semini scuri che contiene, gli acheni, che poi, per la verità sarebbero i veri frutti

I fichi si consumano freschi o secchi, facendoli essiccare al sole, interi o divisi a metà e si conservano in vasi di vetro.

In alcune zone di Italia il "latte" di fico (lattice), quel liquido biancastro che esce dai frutti acerbi, è un antico rimedio cheratolitico per curare verruche, porri o le puntura di insetto: aiuta a lenire il dolori e attenua l'eventuale gonfiore). Occorre però stare attenti a non colpire le zone sane della pelle per via dell'alto potere irritante del lattice.

 

Un piccolo rimedio per combattere il raffreddore: fai bollire per qualche minuti in mezzo litro d'acqua 3 o 4 fichi freschi, la scorza di un'arancia o di un limone, una foglia di allora, una stecca di cannella e qualche chiodo di garofano. Filtra e bevi questo decotto caldo, alla sera, dolcificando a piacere con un cucchiaino di miele

 

[Tratto da In salute con Fiori e Frutti di Simona Recanatini]

 

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